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Che cos’è un nome. La lingua divisa

CHE COS’È UN NOME. LA LINGUA DIVISA
15 maggio 2024
Conferenza di Giorgio Agamben
A cura di Jonathan Salina (direttore del Centro di ricerca sulla filosofia italiana)

L’EVENTO
Il Centro di ricerca sulla filosofia italiana prosegue le proprie attività con una conferenza di Giorgio Agamben sul tema della lingua – anche a partire dal volume Il corpo della lingua. Esperruquancluzelubelouzerirelu (Einaudi, Torino 2024) -, dedicata alle tematiche del nome e della “designazione”. Seguirà alla conferenza una libera discussione coordinata da Jonathan Salina. 

GIORGIO AGAMBEN
Nome tra i più rilevanti della filosofia contemporanea anche a livello internazionale, ha offerto contributi in ambito teoretico, estetico, di teoria politica, del linguaggio e della letteratura. La filosofia, infatti, è per Agamben una sfera del sapere non caratterizzata dai contenuti trattati, ma dalla “intensità”, ovvero dalla capacità di ripercuotersi in modo più o meno forte su ogni altro ambito del reale pur non costituendo un ambito autonomo (in questo, per il pensatore, filosofia e politica sarebbero affini). Dopo aver frequentato i seminari di Martin Heidegger in Provenza alla fine degli anni ’60, negli anni ’70 Agamben si traferisce in Francia, dove frequenta alcuni dei maggiori intellettuali europei (tra gli altri, Pierre Klossowski e Italo Calvino) e insegna contemporaneamente all’università di Rennes. A Parigi dirigerà dal 1986 il Collegio internazionale di filosofia, a stretto contatto con Jacques Derrida, Jean-Luc Nancy, Jean-Françoise Lyotard. Tornerà in Italia alla fine degli anni ’80, per insegnare a Macerata, a Verona e allo IUAV di Venezia. Al centro delle sue ricerche troviamo le filosofie di Walter Benjamin (del quale Agamben ha anche ritrovato molti inediti) e Michel Foucault (le cui riflessioni sulla biopolitica Agamben ha declinato in modo originale). Tra i testi più celebri e rilevanti della sua produzione si possono citare Homo Sacer. Il potere sovrano e la nuda vita (Einaudi, Torino 1995); Stato di eccezione. Homo Sacer II (Bollati Boringhieri, Torino 2003); Il regno e la gloria. Per una genealogia teologica dell’economia e del governo (Neri Pozza, Vicenza 2007); Che cos’è il contemporaneo) (Nottetempo, Roma 2008); Che cos’è la filosofia (Quodlibet, Macerata 2016).  Al problema del linguaggio – che sarà al centro della conferenza Che cosa è un nome. La lingua divisa – sono riconducibili i seguenti scritti: Il linguaggio e la morte. Un seminario sul luogo della negatività (Einaudi, Torino 2008) e Horkos. Il sacramento del linguaggio. Archeologia del giuramento (Quodlibet, Macerata 2023).